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Approfondimento

Hāsya Rasa, la Gioia

Nel sistema dei Nava Rasa, Hāsya è il rasa della gioia: il sorriso spontaneo, la leggerezza del cuore, la capacità di non irrigidirsi davanti alla vita. Ma nello yoga e nelle tradizioni contemplative, la gioia ha livelli ancora più profondi. Esiste Ānanda, la gioia che nasce dalla quiete interiore.E nel Buddhismo troviamo Muditā, la gioia compartecipe: la capacità di gioire per il bene, la bellezza e la felicità degli altri. Muditā è una delle quattro qualità del cuore illuminato: amore, compassione, equanimità e gioia altruistica. Quando la gioia diventa Muditā, non dipende dal confronto, non nasce dal possesso, non diminuisce quando gli altri stanno bene; al contrario, si espande. E così la gioia diventa abbondanza. C’è un altro termine che possiamo utilizzare per indicare quella contentezza che nasce spontaneamente dentro di noi: Santosha.È quella contentezza che non ha bisogno di una ragione specifica, una forma di pienezza più stabile e profonda rispetto ad altre forme di felicità. Negli Yoga Sutra di Patañjali, Santosha viene elogiata come una vera forma di felicità: non perché abbiamo ottenuto …

Raudra Rasa, la Rabbia

Raudra Rasa come un fuoco che protegge. Nel linguaggio dei rasa, Raudra è l’energia della rabbia, un’energia intensa, calda, spesso temuta o giudicata. Nella nostra cultura, la rabbia viene associata a perdita di controllo, aggressività, distruzione per questo impariamo presto a fare una di queste due cose: esploderla o reprimerla Però Raudra, nella tradizione yogica, non parla di rabbia cieca ma parla di energia di protezione. La rabbia è una risposta naturale del sistema nervoso quando qualcosa di importante per noi viene minacciato: può essere un confine, un valore, una nostra dignità o una nostra vulnerabilità. Quando il sistema simpatico si attiva, il corpo si prepara all’azione: il respiro accelera, il tono muscolare aumenta, il calore sale. Il problema non è questa attivazione ma nasce quando l’energia diventa troppo intensa e reattiva oppure bloccata e trattenuta nel tempo. Il lavoro sul Raudra Rasa non consiste nell’eliminare la rabbia ma nell’imparare a stare dentro l’intensità senza perdere il centro. Per questo, attraverso la pratica possiamo lavorare su tre qualità fondamentali: Quando queste qualità sono presenti, la …

Bībhatsa Rasa, il disgusto

In sanscrito, Bībhatsa Rasa viene tradotto letteralmente come disgusto, repulsione.Nel contesto dello yoga, però, possiamo intenderlo come il rasa del discernimento, della purificazione e di un non-attaccamento lucido. Il discernimento come atto di presenza. Durante il mese a lui dedicato lo abbiamo esplorato come un processo graduale di spoliazione, un togliere piuttosto che un aggiungere, per accedere a una percezione più essenziale e vera. È stato importante chiarire cosa Bībhatsa non è: non è repulsione emotiva, non è giudizio, non è rifiuto del mondo o del corpo. Ma è piuttosto la capacità di vedere chiaramente ciò che è ridondante, illusorio o non nutriente, e lasciarlo andare senza violenza.Si potrebbe definire come l’intelligenza che separa l’essenziale dal superfluo. Nel Nāṭya Śāstra, Bībhatsa non è indicato come un’emozione superficiale, ma come una risposta profonda dell’essere quando riconosce ciò che non è essenziale.Non si tratta di rifiutare l’esperienza, ma di sviluppare lucidità e chiarezza. Nel linguaggio dello yoga, questo processo è strettamente legato a Viveka, il discernimento.Viveka non è giudizio né analisi mentale: non consiste nello scegliere tra …

Karuṇā Rasa, la compassione

Nel percorso dello yoga, la compassione non è un’emozione accessoria, ma una qualità fondamentale del cuore risvegliato.Karuṇā Rasa è il sentimento che emerge quando incontriamo la sofferenza, nostra o altrui, con presenza, apertura e desiderio sincero di alleviarla. Dopo aver esplorato Vīra Rasa, il coraggio che ci sostiene nell’azione, e Bhayānaka Rasa, il confronto con la paura e l’ignoto, Karuṇā rappresenta ciò che nasce quando smettiamo di combattere ciò che sentiamo e impariamo ad accoglierlo. Nella tradizione indiana, Karuṇā è uno dei Nava Rasa, i nove “sapori” emotivi fondamentali dell’esperienza umana. Non è debolezza né sentimentalismo ma una forza silenziosa, capace di sciogliere le rigidità dell’ego e di creare connessione. In sanscrito, karuṇā indica una compassione profonda, che nasce dalla comprensione dell’interdipendenza di tutti gli esseri.È strettamente legata a: Ahimsa (non nuocere) Maitrī (benevolenza) Dayā (gentilezza attiva)Karuṇā è dunque una pratica deliberata, una disposizione interiore che può essere coltivata, allenata, incarnata. Nella pratica yoga, Karuṇā si manifesta quando: ascoltiamo il corpo senza forzarlo, restiamo presenti al disagio senza respingerlo, coltiviamo gentilezza verso i nostri limiti, …

Bhayanaka Rasa, la Paura

Attraversare la paura, per trovarci dentro la vita Paura, paura, paura. La paura è il grande ostacolo che blocca ogni altro sentimento. Non c’è amore dove c’è paura. Tiziano Terzini Bhayanaka Rasa, il “sapore” della paura è un tema che, nella visione estetica e spirituale dello yoga, non è un’emozione da respingere, ma una esperienza da osservare, comprendere e trasformare. In sanscrito bhaya significa paura, tremito, vulnerabilità. È l’istante in cui qualcosa ci coglie impreparati o ci mette a nudo. Ma l’insegnamento dello yoga è chiaro: la paura non arriva per bloccarci, ma per svegliarci, un’occasione per coltivare presenza. La paura la ritroviamo sotto molte forme, a volte più evidenti, altre volte in maniera più nascosta e sottile, nella vita di tutti i giorni, la paura può essere: paura di non farcela, paura del giudizio, paura del dolore, paura dell’impermanenza, paura di cambiare, paura di restare dove siamo. Spesso si manifesta nel corpo attraverso contrazioni muscolari, respiro che si accorcia, irrigidimento, sguardo che si restringe, mente che corre verso scenari futuri. Siamo stati abituati a chiamarla “debolezza”, ma la paura è, prima di tutto, sensibilità: ci mostra ciò che conta, …

Vīra Rasa, il Coraggio

Il territorio di Vīra Rasa, ci invita a soffermarci sul sapore del coraggio, dell’energia che sostiene l’azione giusta, dell’equilibrio fra forza e compassione. Nello yoga, il coraggio non è un atto impulsivo, né il tentativo di dominare la paura, quanto piuttosto presenza stabile, radicamento, fiducia e si può considerare alla base di ogni aspetto della vita. “Non puoi essere veritiero, se non sei coraggioso.  Non puoi essere amorevole, se non sei coraggioso. Non puoi avere fiducia, se non sei coraggioso. Non puoi ricercare la realtà, se non sei coraggioso. Pertanto, il coraggio viene prima e tutto il resto ne consegue.” Osho È dal coraggio che inizia il percorso su Vīra Rasa, un coraggio presente in ognuno di noi ma che va coltivato, costruito pian piano e fatto maturare nel corpo, nel respiro, nella mente e nel cuore.  Nel corpo, Vīra Rasa si manifesta come stabilità e apertura.Nel respiro, come presenza calma.Nella mente, come chiarezza e determinazione.Nel cuore, come fiducia. La pratica sul coraggio non è un atto di forza, ma di trasparenza: imparare a restare vulnerabili e presenti.Ogni volta che scegliamo di …

Riflessione

Fermarsi è una tappa fondamentale in qualsiasi percorso, nello yoga segna il momento iniziale, la base della pratica. Siamo immersi in un mondo in cui il movimento si trasforma in una corsa incessante, l’agire è prioritario al punto da spingerci all’azione, continua, costante. O meglio, volubile, nel senso che sono previste accelerate, impennate, picchi e quasi mai rallentamenti o pause, tanto meno arresti. Fermarsi. Diventa un atteggiamento scomodo, sconveniente, fuori da ogni clichè del nostro tempo. Diventa motivo di giustificazione, imbarazzo, una condizione strana anche a noi stessi. Difficile accettarlo. Difficile crederlo necessario. Difficilissimo concederselo. In questo periodo prezioso di forzata immobilità, me lo sono concessa, il fermarsi. Staccare la spina del frullatore di azioni continue che ci tengono in balia della nostra energia cinetica apparentemente infinita. Darsi tempo, non è impossibile, e porta a diverse domande, come:“quanto troppo chiediamo a noi stessi? Quanto troppo poco ci concediamo pause?” Questo, per me, è stato un fermarsi sano, di riappropriazione di spazio e di tempo. Il corpo parla e dà segnali che abbiamo il dovere di cogliere, e così è stato. Un fermarsi per ritrovarsi. Lo possiamo …

Consiglio di lettura

Un libro bello, bellissimo. Osservare la Terra da lontano, essere immersi in un grande vuoto in cui la Terra diventa riferimento e occasione di riflessione, casa ma anche luogo estraneo, luogo a cui diamo meno valore ma a cui dobbiamo ritornare. Osservare la terra da lontano è come riportare la nostra mente in una relazione diversa con ciò che c’è nelle nostre vite. Fare un passo indietro, senza farsi travolgere, familiarizzare anche con altre angolazioni, nuovi punti di vista, nuove prospettive.  Mi ha riportata alla meditazione e alla capacità di osservare. Con le minuziose descrizioni di cose che diamo ormai per scontate, senza renderci conto della maestosità di questa grande madre che ci accoglie questo libro è un inno alla vita, alla vita sulla Terra, un invito a prendercene cura. Ci sono passaggi di una delicata sincerità che mettono a nudo le nostre paure più grandi, la paura di restare soli è una di queste. Il tema del vuoto, la continua ricerca di altre forme di vita come esempio di curiosità, di speranza, di spinta …

I 3 Guna

Secondo la filosofia del Samkhya che affianca la filosofia dello yoga, con particolare riferimento allo yoga tantrico, ritroviamo una visione del mondo basata su due principi fondamentali: Purusha (lo spirito, la coscienza, l’immutabile) e Prakriti (la natura, la manifestazione, il cambiamento).

La storia di Om

La manifestazione del mondo è avvenuta grazia alla vibrazione sonora emessa da Prajapati, divinità che presiede la procreazione e la generazione della vita.

Il primo suono prodotto fu “Om”, chiamato anche pranava, che significa “ronzio”, più che il suono dell’assoluto, è l’Assoluto fatto suono.

È molto di più di un di un suono creatore trascritto in linguaggio umano, è la vibrazione fondamentale, eterna, il fondamento di tutto ciò che esiste.