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Ricerca yoga

Bhayanaka Rasa, la Paura

Attraversare la paura, per trovarci dentro la vita Paura, paura, paura. La paura è il grande ostacolo che blocca ogni altro sentimento. Non c’è amore dove c’è paura. Tiziano Terzini Bhayanaka Rasa, il “sapore” della paura è un tema che, nella visione estetica e spirituale dello yoga, non è un’emozione da respingere, ma una esperienza da osservare, comprendere e trasformare. In sanscrito bhaya significa paura, tremito, vulnerabilità. È l’istante in cui qualcosa ci coglie impreparati o ci mette a nudo. Ma l’insegnamento dello yoga è chiaro: la paura non arriva per bloccarci, ma per svegliarci, un’occasione per coltivare presenza. La paura la ritroviamo sotto molte forme, a volte più evidenti, altre volte in maniera più nascosta e sottile, nella vita di tutti i giorni, la paura può essere: paura di non farcela, paura del giudizio, paura del dolore, paura dell’impermanenza, paura di cambiare, paura di restare dove siamo. Spesso si manifesta nel corpo attraverso contrazioni muscolari, respiro che si accorcia, irrigidimento, sguardo che si restringe, mente che corre verso scenari futuri. Siamo stati abituati a chiamarla “debolezza”, ma la paura è, prima di tutto, sensibilità: ci mostra ciò che conta, …

I Nava Rasa: un viaggio nelle emozioni

La vita si muove in un flusso di emozioni: gioia, coraggio, stupore, quiete… Ognuna di esse è un rasa, un sapore dell’esperienza che possiamo sentire, ascoltare e trasformare. I Nava Rasa: un percorso attraverso le emozioni, nello yoga, nell’āyurveda e nell’estetica indiana Il termine Rasa deriva dalla radice sanscrita √ras che significa stillare, fluire, assaporare e che può essere tradotto con il termine essenza. Il termine è volutamente generico per permetterci di avere uno sguardo più ampio su tanti dei suoi significati. Esso, infatti, indica l’essenza che scaturisce da un insegnamento, dal corpo attraverso i liquidi e fluidi che lo costituiscono ed attraversano, da un cibo con il suo sapore, da un profumo o un succo che nutrono e danno forza, estendendosi a vari campi come metafora di ciò che dà gusto, energia ed esperienza alla vita. Rasa assume tante forme: Rasa come Amrita, nettare divino, linfa vitale che dà longevità e beatitudine; spesso associato al soma degli dei e all’esperienza trascendente, con riferimento  Rasa come gioia pura, soddisfazione interiore che nasce dall’unione con il Sé; gioia oltre i sensi e il desiderio materiale. Rasa come succo, linfa, nutrimento, la sostanza vitale che …

La storia di Om

La manifestazione del mondo è avvenuta grazia alla vibrazione sonora emessa da Prajapati, divinità che presiede la procreazione e la generazione della vita.

Il primo suono prodotto fu “Om”, chiamato anche pranava, che significa “ronzio”, più che il suono dell’assoluto, è l’Assoluto fatto suono.

È molto di più di un di un suono creatore trascritto in linguaggio umano, è la vibrazione fondamentale, eterna, il fondamento di tutto ciò che esiste.

Surya

Il Sole (Surya) è una delle tre divinità principali dei Veda. Viene considerato sotto due aspetti: è la forma celeste del fuoco (Agni), in quanto sfera dell’esistente; ed è l’origine di tutte le forme di vita in quanto fonte della luce, del calore, della vita e dell’intelligenza, rappresentate nei dodici figli dell’Immensità primordiale (Aditya) Nel Mahabharata : “Il Sole è la porta del cammino degli dei, è la porta che conduce verso gli aspetti non metafisici del divino, l’ostensorio attraverso cui viene percepita la realtà dell’Essere. […] Intromettendo i suoi raggi (il Sole) instilla la vita nel frumento e negli esseri viventi. È il padre di tutti. Il Sole è chiamato Colui-che-nutre (Savitri) […] quando si leva il sole tutti si voltano verso di lui.” Il dio Sole è lo spirito stesso che abita nella nostra anima, poiché l’essere che risiede nell’uomo e l’essere che risiede nel Sole sono uno. Essendo il nostro stesso essere, la divinità solare guida le nostre facoltà interiori e governa tutti i nostri cicli vitali. Il sole interiore è percepito …

Vayu Shuddhi

Il concetto di Vayu è approfondito nei testi di Hatha Yoga, come l’Hatha Yoga Pradipika: “Finché Vayu agisce all’interno del corpo, la vita risiede lì. Quando Vayu abbandona il corpo, non c’è più vita.” (Hatha Yoga Pradipika II-3) Si definisce Vayu l’aria in movimento. Il movimento dell’aria può essere sperimentato sia all’interno del corpo, sia in superficie, quando sentiamo il tocco dell’aria sulla pelle.VAYU indica la causa di tutti i movimenti che hanno luogo nel corpo.Nel Samkhya vengono descritti cinque tipi principali di vayu e cinque secondari. I cinque Vayu principali (Pranadya) si riferiscono al movimento e sono: PRANA VAYU: riguarda i movimenti di espansione nel corpo, corrisponde all’energia del ricevere e si localizza nella zona del torace e del cuore APANA VAYU: relativo ai movimenti di restringimento, di espulsione e si localizza nella parte inferiore del corpo  SAMANA VAYU: è responsabile dell’equilibrio statico e dinamico, dell’assimilazione e dell’integrazione di ciò che è stato compreso, localizzato nell’area addominale e si riferisce a tutti i movimenti riequilibranti. UDANA VAYU: è attivo quando c’è un movimento ascendente; è responsabile …

Shuddhi: la purificazione attraverso l’elemento acqua

Dai tempi dei primi Veda fino all’Induismo moderno, in India l’acqua è stata considerata una manifestazione tangibile dell’esistenza divina.  Nel RgVeda si dice: “In principio tutto era come una distesa di acqua senza luce”; e ancora oggi, nei riti quotidiani, uno degli oggetti di culto più semplici e più comuni è un’olla o un vaso pieno d’acqua che rappresenta la presenza della divinità e tiene luogo di immagine sacra. Per la durata del culto l’acqua è considerata la residenza o seggio (pitha) della divinità.Le Acque possiedono un carattere che potremmo definire intermedio, non sono né aria né terra, sono sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche spazzare via ogni cosa e donare la morte; purificano ma allo stesso tempo possono essere fangose, sono sulla superficie ma hanno anche percorsi oscuri, sotterranei. Prendono le forme più diverse ed hanno libertà illimitata, ed in virtù di queste qualità divengono quindi veicolo dell’energia divina stessa.La loro prima funzione è per eccellenza la purificazione. L’acqua è alla base di diverse tecniche di purificazione nella tradizione dello …

Gesti rituali nello yoga

Nella tradizione dello Yoga, troviamo tantissimi riferimenti al rituale, ogni gesto, ogni azione, ogni pratica può essere intesa come un rituale che entra a far parte della nostra quotidianità.Nei tantra vengono descritti i luoghi in cui vengono eseguiti i riti: “i luoghi migliori sono le terre consacrate, le rive dei fiumi, le foreste sacre, le caverne, i luoghi di pellegrinaggio, la sommità delle montagne, la confluenza dei fiumi, i santuari, la propria casa o la dimora di un maestro, i luoghi che portano alla meditazione, i posti solitari dove non si è disturbati” Gandharva Tantra 7 I riti che più conosciamo nella tradizione dello yoga arrivano dal tantrismo. Le parti più importanti del culto sono: La consacrazione e la purificazione degli elementi che costituiscono il corpo fisico e sottile (Bhutha Shuddhi), La consacrazione delle diverse parti del corpo e divinità specifiche con l’aiuto dei semi verbali (Nyasa) La consacrazione del respiro (Pranayama) La concentrazione mentale (Dharana) La ripetizione delle formule mentali (Mantra) Tanti accessori partecipano alle tradizionali forme di rito o di culto e ognuno …

Antichi rituali e yoga

Nella concezione induista dell’esistenza non vi è separazione tra le attività sacre e quelle profane. La totalità della vita umana è una partecipazione alla sinfonia cosmica. La vita è un sacerdozio. Non vi sono azioni indifferenti. Ogni nostro atto, tutti i nostri gesti, hanno conseguenze. Devono perciò essere regolati per conformare il disegno armonioso dell’universo.Esiste un rituale del bagno, del pasto, dell’amore, della procreazione. Esistono i riti del mattino, del mezzogiorno, della sera e di tutti i momenti cruciali dei cicli delle stagioni, degli anni, della vita. C’è un modo rituale di respirare, di vestirsi, di studiare. Vi sono riti del fuoco, riti per ogni cambiamento di stato, riti per ogni avvenimento della vita. Tutte le nostre azioni sono forme di culto e devono essere compute con compostezza, ordine e precisione. “L’uomo raggiunge la libertà adorando Dio con i suoi atti” Bhagavad-Gita XVIII,46 In sanscrito non esiste un termine distinto per designare un’azione fisica e un’azione rituale. Ogni azione è una forma di rito. Esistono tuttavia altre forme di riti, che possiamo differenziare da quelli …

Shavayatra

Shavayatra significa “viaggiare attraverso il corpo” ed è una tecnica molto antica della quale possiamo trovare traccia nella Vasistha Samitha e in una dei testi ayurvedici più importanti, la Sushruta Samhita, risalente, alla versione a noi arrivata, a circa il 500 d.C.Un profondo abbandono delle tensioni, non attraverso il rilassamento di gruppi muscolari, come le più comuni pratiche di rilassamento, ma attraverso l’attenzione posta su 61 punti precisi del corpo. Questi punti su cui si porta a turno la concentrazione, si chiamano anche punti vitali, perché sono riccamente innervati e aiutano a riequilibrare le energie sottili ed aumentare l’armonia mentale. Soffermandoci con attenzione su questi punti, la nostra attenzione rimane vigile ma non sovrastimolata, permettendo di raggiungere un rilassamento psicofisico molto profondo. Om Shanti Shanti Shanti

Yantra e i loro elementi III

TRIANGOLO E PUNTOIl ritmo della creazione è cristallizzato nel simbolo primordiale della localizzazione cosmica, il triangolo. Segno primario della recinzione sacra, visto che lo spazio non può essere circoscritto da meno di tre linee, il triangolo è considerato la prima forma simbolica ad essere emersa dal caos catastrofico della creazione. IL TRIANGOLO rappresenta la triplice natura dell’universo:Cielo – terra – uomoPadre – madre – bambinoUomo come corpo-anima-spirito Il triangolo rappresenta la figura piana, quindi la rappresentazione fondamentale della superficie, Platone dice: “la superficie è composta da triangoli”, il triangolo equilatero raffigura il compimento. Il triangolo con il vertice rivolto verso l’alto: è solare, simboleggia la vita, fuoco, fiamma, calore, il principio maschile, il linga, il mondo spirituale, e anche la trinità di amore, verità e saggezzaIl triangolo con il vertice verso il basso:è lunare, il principio femminile, la matrice, le acque, il freddo, il mondo naturale, il corpo, la yoni, simboleggia la Grande Madre come genitrice IL PUNTO rappresenta:totalità, intergrità, realtà assoluta, essere puro, l’essere non manifesto, l’asse del mondo, il polo il punto attorno …