Autore: ricercayoga

Ghata Yoga

Possediamo un corpo, donato dei genitori, ricevuto dal Creatore, e ci appartiene, lo usiamo. Usandolo, però, il corpo tende a perdere il suo naturale stato di equilibrio, tende ad accumulare impurità ed è quindi necessario ripulirlo di tanto un tanto, attraverso Shuddhi, la purificazione. Nell’Hatha Yoga si definisce la struttura psico-fisica con Ghata, il nostro contenitore, e Ghata Yoga significa unione con questo contenitore, essere all’interno. Il lavoro dello yoga parte sempre dall’osservazione e dall’esperienza, fare esperienza del corpo. Nell’Hatha Yoga ci viene insegnato a prenderci cura del corpo, prima che il corpo si ammali, attraverso pratiche di Shatkarman (purificazione) che nell’Hathayogapradipika  vengono descritte come la prima parte del cammino del praticante. Come facciamo esperienza del nostro corpo? Molto spesso viviamo senza che ci sia questa consapevolezza. L’esperienza è il requisito base nello Yoga. L’esperienza del corpo può essere fatta direttamente o attraverso alcune delle sue funzioni, il nostro corpo è il primo requisito necessario per poter esperimentare la nostra esistenza. Il termine yogico per corpo è Ghata (Deha o Sharira) che significa contenitore. Un …

Ganesh Chaturthi

Il 10 settembre in India si è celebrato il Ganesh Chaturthi, la nascita di Ganesh, figlio di Shiva e Parvati, una delle divinità più importanti nel pantheon induista. Ganesh è il Signore delle cartegorie, uno dei tanti nomi di Ganapati. Ganapati rappresenta uno dei concetti base del simbolismo mitologico indiano, l’identità di microcosmo e macrocosmo. Tutto ciò che si può conoscere e classificare forma una categoria (gana), e sta ad indicare qualunque collezione di cose. Il principio di ogni classificazione che permette di stabilire una relazione tra i diversi ordini, tra macrocosmo e microcosmo, si chiama Ganapati, signore delle categorie. Ganesh è raffigurato come un uomo dalla testa di elefante e simboleggia l’unità del piccolo essere, l’uomo, il microcosmo, con il macrocosmo, l’elefante. Il termine Gaja (elefante), ha il significato simbolico di origine e scopo. Lo stadio raggiunto dallo yogi, nell’ultima esperienza di identificazione (samadhi) è  “lo scopo” (ga), mentre l’origine (ja)è il verbo, il principio da cui è scaturita la sillaba AUM. L’elefante è quindi il principio da cui inizia l’esistenza e da cui …

Surya

Il Sole (Surya) è una delle tre divinità principali dei Veda. Viene considerato sotto due aspetti: è la forma celeste del fuoco (Agni), in quanto sfera dell’esistente; ed è l’origine di tutte le forme di vita in quanto fonte della luce, del calore, della vita e dell’intelligenza, rappresentate nei dodici figli dell’Immensità primordiale (Aditya) Nel Mahabharata : “Il Sole è la porta del cammino degli dei, è la porta che conduce verso gli aspetti non metafisici del divino, l’ostensorio attraverso cui viene percepita la realtà dell’Essere. […] Intromettendo i suoi raggi (il Sole) instilla la vita nel frumento e negli esseri viventi. È il padre di tutti. Il Sole è chiamato Colui-che-nutre (Savitri) […] quando si leva il sole tutti si voltano verso di lui.” Il dio Sole è lo spirito stesso che abita nella nostra anima, poiché l’essere che risiede nell’uomo e l’essere che risiede nel Sole sono uno. Essendo il nostro stesso essere, la divinità solare guida le nostre facoltà interiori e governa tutti i nostri cicli vitali. Il sole interiore è percepito …

Vayu Shuddhi

Il concetto di Vayu è approfondito nei testi di Hatha Yoga, come l’Hatha Yoga Pradipika: “Finché Vayu agisce all’interno del corpo, la vita risiede lì. Quando Vayu abbandona il corpo, non c’è più vita.” (Hatha Yoga Pradipika II-3) Si definisce Vayu l’aria in movimento. Il movimento dell’aria può essere sperimentato sia all’interno del corpo, sia in superficie, quando sentiamo il tocco dell’aria sulla pelle.VAYU indica la causa di tutti i movimenti che hanno luogo nel corpo.Nel Samkhya vengono descritti cinque tipi principali di vayu e cinque secondari. I cinque Vayu principali (Pranadya) si riferiscono al movimento e sono: PRANA VAYU: riguarda i movimenti di espansione nel corpo, corrisponde all’energia del ricevere e si localizza nella zona del torace e del cuore APANA VAYU: relativo ai movimenti di restringimento, di espulsione e si localizza nella parte inferiore del corpo  SAMANA VAYU: è responsabile dell’equilibrio statico e dinamico, dell’assimilazione e dell’integrazione di ciò che è stato compreso, localizzato nell’area addominale e si riferisce a tutti i movimenti riequilibranti. UDANA VAYU: è attivo quando c’è un movimento ascendente; è responsabile …

Shuddhi: la purificazione attraverso l’elemento acqua

Dai tempi dei primi Veda fino all’Induismo moderno, in India l’acqua è stata considerata una manifestazione tangibile dell’esistenza divina.  Nel RgVeda si dice: “In principio tutto era come una distesa di acqua senza luce”; e ancora oggi, nei riti quotidiani, uno degli oggetti di culto più semplici e più comuni è un’olla o un vaso pieno d’acqua che rappresenta la presenza della divinità e tiene luogo di immagine sacra. Per la durata del culto l’acqua è considerata la residenza o seggio (pitha) della divinità.Le Acque possiedono un carattere che potremmo definire intermedio, non sono né aria né terra, sono sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche spazzare via ogni cosa e donare la morte; purificano ma allo stesso tempo possono essere fangose, sono sulla superficie ma hanno anche percorsi oscuri, sotterranei. Prendono le forme più diverse ed hanno libertà illimitata, ed in virtù di queste qualità divengono quindi veicolo dell’energia divina stessa.La loro prima funzione è per eccellenza la purificazione. L’acqua è alla base di diverse tecniche di purificazione nella tradizione dello …

Gesti rituali nello yoga

Nella tradizione dello Yoga, troviamo tantissimi riferimenti al rituale, ogni gesto, ogni azione, ogni pratica può essere intesa come un rituale che entra a far parte della nostra quotidianità.Nei tantra vengono descritti i luoghi in cui vengono eseguiti i riti: “i luoghi migliori sono le terre consacrate, le rive dei fiumi, le foreste sacre, le caverne, i luoghi di pellegrinaggio, la sommità delle montagne, la confluenza dei fiumi, i santuari, la propria casa o la dimora di un maestro, i luoghi che portano alla meditazione, i posti solitari dove non si è disturbati” Gandharva Tantra 7 I riti che più conosciamo nella tradizione dello yoga arrivano dal tantrismo. Le parti più importanti del culto sono: La consacrazione e la purificazione degli elementi che costituiscono il corpo fisico e sottile (Bhutha Shuddhi), La consacrazione delle diverse parti del corpo e divinità specifiche con l’aiuto dei semi verbali (Nyasa) La consacrazione del respiro (Pranayama) La concentrazione mentale (Dharana) La ripetizione delle formule mentali (Mantra) Tanti accessori partecipano alle tradizionali forme di rito o di culto e ognuno …

Antichi rituali e yoga

Nella concezione induista dell’esistenza non vi è separazione tra le attività sacre e quelle profane. La totalità della vita umana è una partecipazione alla sinfonia cosmica. La vita è un sacerdozio. Non vi sono azioni indifferenti. Ogni nostro atto, tutti i nostri gesti, hanno conseguenze. Devono perciò essere regolati per conformare il disegno armonioso dell’universo.Esiste un rituale del bagno, del pasto, dell’amore, della procreazione. Esistono i riti del mattino, del mezzogiorno, della sera e di tutti i momenti cruciali dei cicli delle stagioni, degli anni, della vita. C’è un modo rituale di respirare, di vestirsi, di studiare. Vi sono riti del fuoco, riti per ogni cambiamento di stato, riti per ogni avvenimento della vita. Tutte le nostre azioni sono forme di culto e devono essere compute con compostezza, ordine e precisione. “L’uomo raggiunge la libertà adorando Dio con i suoi atti” Bhagavad-Gita XVIII,46 In sanscrito non esiste un termine distinto per designare un’azione fisica e un’azione rituale. Ogni azione è una forma di rito. Esistono tuttavia altre forme di riti, che possiamo differenziare da quelli …

Shavayatra

Shavayatra significa “viaggiare attraverso il corpo” ed è una tecnica molto antica della quale possiamo trovare traccia nella Vasistha Samitha e in una dei testi ayurvedici più importanti, la Sushruta Samhita, risalente, alla versione a noi arrivata, a circa il 500 d.C.Un profondo abbandono delle tensioni, non attraverso il rilassamento di gruppi muscolari, come le più comuni pratiche di rilassamento, ma attraverso l’attenzione posta su 61 punti precisi del corpo. Questi punti su cui si porta a turno la concentrazione, si chiamano anche punti vitali, perché sono riccamente innervati e aiutano a riequilibrare le energie sottili ed aumentare l’armonia mentale. Soffermandoci con attenzione su questi punti, la nostra attenzione rimane vigile ma non sovrastimolata, permettendo di raggiungere un rilassamento psicofisico molto profondo. Om Shanti Shanti Shanti

Yantra e i loro elementi III

TRIANGOLO E PUNTOIl ritmo della creazione è cristallizzato nel simbolo primordiale della localizzazione cosmica, il triangolo. Segno primario della recinzione sacra, visto che lo spazio non può essere circoscritto da meno di tre linee, il triangolo è considerato la prima forma simbolica ad essere emersa dal caos catastrofico della creazione. IL TRIANGOLO rappresenta la triplice natura dell’universo:Cielo – terra – uomoPadre – madre – bambinoUomo come corpo-anima-spirito Il triangolo rappresenta la figura piana, quindi la rappresentazione fondamentale della superficie, Platone dice: “la superficie è composta da triangoli”, il triangolo equilatero raffigura il compimento. Il triangolo con il vertice rivolto verso l’alto: è solare, simboleggia la vita, fuoco, fiamma, calore, il principio maschile, il linga, il mondo spirituale, e anche la trinità di amore, verità e saggezzaIl triangolo con il vertice verso il basso:è lunare, il principio femminile, la matrice, le acque, il freddo, il mondo naturale, il corpo, la yoni, simboleggia la Grande Madre come genitrice IL PUNTO rappresenta:totalità, intergrità, realtà assoluta, essere puro, l’essere non manifesto, l’asse del mondo, il polo il punto attorno …

Yantra e i loro elementi II

IL FIORE DI LOTOÈ uno dei principali simboli utilizzati negli yantra e nell’iconografia classica indiana. Negli yantra è normalmente centrato sull’asse con i petali geometricamente astratti puntati verso l’esterno, ed è l’immagine adatta per rappresentare la manifestazione dell’essenza divina. Il fiore di loto è il Fiore della Luce, il risultato dell’interazione tra le grandi forze creative del fuoco, del sole e del potere lunare delle acque. Essendo il prodotto del sole e dell’acqua simboleggia lo spirito e la materia, la fonte di tutta l’esistenza. Il loto raffigura il processo spirituale, poiché nasce dalle radici nel fango e, crescendo verso l’alto attraverso acque opache, fiorisce nel sole e nella luce del cielo.Le sue radici simboleggiano indissolubilità, lo stelo il cordone ombelicale che lega l’uomo alle sue origini, il fiore ha la forma dei raggi del sole; il sacco pollinico è la fecondità della creazione.Il fiore riposa sulle acque della quiete, in boccio è tutto potenzialità, in fiore è espansione, illuminazione. Il fiore e la foglia del loto descrivono la figura del cerchio e possono essere di …