Autore: ricercayoga

Riflessione

Fermarsi è una tappa fondamentale in qualsiasi percorso, nello yoga segna il momento iniziale, la base della pratica. Siamo immersi in un mondo in cui il movimento si trasforma in una corsa incessante, l’agire è prioritario al punto da spingerci all’azione, continua, costante. O meglio, volubile, nel senso che sono previste accelerate, impennate, picchi e quasi mai rallentamenti o pause, tanto meno arresti. Fermarsi. Diventa un atteggiamento scomodo, sconveniente, fuori da ogni clichè del nostro tempo. Diventa motivo di giustificazione, imbarazzo, una condizione strana anche a noi stessi. Difficile accettarlo. Difficile crederlo necessario. Difficilissimo concederselo. In questo periodo prezioso di forzata immobilità, me lo sono concessa, il fermarsi. Staccare la spina del frullatore di azioni continue che ci tengono in balia della nostra energia cinetica apparentemente infinita. Darsi tempo, non è impossibile, e porta a diverse domande, come:“quanto troppo chiediamo a noi stessi? Quanto troppo poco ci concediamo pause?” Questo, per me, è stato un fermarsi sano, di riappropriazione di spazio e di tempo. Il corpo parla e dà segnali che abbiamo il dovere di cogliere, e così è stato. Un fermarsi per ritrovarsi. Lo possiamo …

Consiglio di lettura

Un libro bello, bellissimo. Osservare la Terra da lontano, essere immersi in un grande vuoto in cui la Terra diventa riferimento e occasione di riflessione, casa ma anche luogo estraneo, luogo a cui diamo meno valore ma a cui dobbiamo ritornare. Osservare la terra da lontano è come riportare la nostra mente in una relazione diversa con ciò che c’è nelle nostre vite. Fare un passo indietro, senza farsi travolgere, familiarizzare anche con altre angolazioni, nuovi punti di vista, nuove prospettive.  Mi ha riportata alla meditazione e alla capacità di osservare. Con le minuziose descrizioni di cose che diamo ormai per scontate, senza renderci conto della maestosità di questa grande madre che ci accoglie questo libro è un inno alla vita, alla vita sulla Terra, un invito a prendercene cura. Ci sono passaggi di una delicata sincerità che mettono a nudo le nostre paure più grandi, la paura di restare soli è una di queste. Il tema del vuoto, la continua ricerca di altre forme di vita come esempio di curiosità, di speranza, di spinta …

I 3 Guna

Secondo la filosofia del Samkhya che affianca la filosofia dello yoga, con particolare riferimento allo yoga tantrico, ritroviamo una visione del mondo basata su due principi fondamentali: Purusha (lo spirito, la coscienza, l’immutabile) e Prakriti (la natura, la manifestazione, il cambiamento).

La storia di Om

La manifestazione del mondo è avvenuta grazia alla vibrazione sonora emessa da Prajapati, divinità che presiede la procreazione e la generazione della vita.

Il primo suono prodotto fu “Om”, chiamato anche pranava, che significa “ronzio”, più che il suono dell’assoluto, è l’Assoluto fatto suono.

È molto di più di un di un suono creatore trascritto in linguaggio umano, è la vibrazione fondamentale, eterna, il fondamento di tutto ciò che esiste.

Il corpo Yantra

Nei Tantra, il corpo umano acquisisce un ruolo unico ed è considerato il più perfetto e potente degli yantra.
Quello che viene trasmesso non è un allontanamento dall’esistenza o un freddo ascetismo che ci portano a tagliare i legami con la vita ma una riunione dell’esistenza con il nostro essere.

Questo avviene cosmicizzando il corpo e trattandolo come uno “strumento” per la consapevolezza interiore, attraverso rituali yogici, risvegliando zone della coscienza e attivando le energie sottili latenti.

Questo è possibile solo se l’uomo e il suo corpo vengono considerati un circuito cosmicizzato e un potente veicolo spirituale.

Luce

Con il termine luce si indica letteralmente l’ente fisico cui è dovuta l’eccitazione nell’occhio delle sensazioni visive, cioè la possibilità di vedere gli oggetti, oppure possiamo definire la luce come porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall’occhio umano.

La luce, però, oltre ad essere un fenomeno fisico di primaria importanza, è un ente altamente simbolico, come lo spazio e il tempo, nel determinare la nostra esistenza. La luce rappresenta e si identifica con la vita stessa.

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Equilibrio

“L’equilibrio richiede diverse qualità, come forza fisica, padronanza del centro di gravità del corpo, consapevolezza dei punti di appoggio, (appoggio al suolo, appoggio dello sguardo), rilassamento fisico riguardante le parti del corpo non sollecitate dallo sforzo, abbandono, distacco mentale che si traduce in particolare non con un a totale indifferenza per i frutti dell’azione ma presenza e piena potenza del suo spirito non turbato da intenzioni, presenza di spirito il più possibile fine e acuta.”

(da E. Herrigel, “Lo Zen e il tiro con l’arco”)

Ida e Pingala Nadi

Alla base dell’HathaYoga ci sono la fisica e la fisiologia, l’universo (macrocosmo), con essenza, forma, suono e colore, si proietta nello yogin (microcosmo). L’energia cosmica definita come energia vitale scorre lungo innumerevoli e impercettibili canali, chiamati Nadi. La scorsa settimana ci siamo soffermati sui piani verticali del corpo, detti Marga, grandi vie, ma esistono molti altri canali più sottili. Lo Yoga ci parla di 72.000 canali energetici minori detti Nadi, nei quali scorre l’energia, all’interno del nostro corpo. Su questi canali agisce il Pranayama, inteso non come tecnica di controllo del respiro ma come consapevolezza dell’esistenza di un movimento respiratorio che porta a lavorare a livello più sottile e che ha la sua origine dentro di noi, grazie all’azione di Shakti, il principio femminile. Sperimentiamo il respiro nel corpo, ma sappiamo che l’attività respiratoria non è del corpo, così come non appartiene al mondo esterno: il respiro è un’attività propria dell’individuo. Talvolta alcuni di questi canali si bloccano e possiamo sperimentarlo attraverso la consapevolezza di un blocco o di una tensione. La pratica dello yoga …

Marga e Nadi

Nella fisiologia sottile dello yoga si incontrano diversi concetti che entrano a far parte della pratica personale. Nelle scorse settimane abbiamo definito quello che viene chiamato Ghata, corpo yogico, il nostro contenitore: costituito da muscoli, apparati e nervi, ma non solo, si parla di corpo respiratorio, energetico e mentale. La natura di ogni pratica yoga è psico-fisiologica. L’intero sistema dello yoga è stato sviluppato per conseguire uno stato di coscienza più elevato. La scorsa settimana abbiam lavorato su Tanan, l’allungamento passivo, come strumento per sperimentare l’esistenza di un altro tipo di corpo oltre a quello fisico, quello respiratorio, e sottile. In ogni postura, si presuppone che non ci sia solamente un lavoro di trasformazione sul corpo fisico, ma che anche il nostro atteggiamento mentale si modifichi, cambiando ed elevando il nostro stato di coscienza. Nei testi di Hatha yoga, ed in particolare nella visione tantrica dello yoga, si trovano i concetti di Marga e Nadi. Letteralmente il termine marga, significa via: viene, infatti, utilizzato anche nella soteriologia hindù e in quella buddhista per indicare la …

Tanam – Pranam – Dhyanam

Ghata, è il nostro contenitore, il nostro corpo fisico, costituito da un’infinità di parti, alcune più presenti e altre di cui ci accorgiamo solo quando le sentiamo dolenti e la loro esistenza si fa più evidente. Attraverso il movimento ed in particolare l’allungamento, riusciamo a prendere consapevolezza di aree del corpo spesso dimenticate. Il nostro sistema muscolare ci aiuta a sperimentare l’esistenza di un corpo e attraverso l’allungamento passivo, Tanam, andiamo a purificarlo. Nel linguaggio yogico, la purificazione che passa attraverso l’allungamento passivo, è chiamata Tanam e avviene nella pratica di Asana, con la percezione del corpo e del suo movimento respiratorio: Tanam: è l’allungamento, la distensione, lo stretching;  Pranam: è la conoscenza delle zone del corpo dove l’attività respiratoria è libera (intendendo Prana come la conoscenza di ciò che avviene all’interno del corpo) Dhyanam: è la meditazione; Il termine Asana implica il concetto di stabilità; dobbiamo quindi sapere se siamo stabili o instabili e rafforzare la capacità di essere stabili, praticando a lungo. Il mantenere una postura è la via che ci permette di …