Attraversare la paura, per trovarci dentro la vita
Paura, paura, paura.
La paura è il grande ostacolo
che blocca ogni altro sentimento.
Non c’è amore dove c’è paura.
Tiziano Terzini
Bhayanaka Rasa, il “sapore” della paura è un tema che, nella visione estetica e spirituale dello yoga, non è un’emozione da respingere, ma una esperienza da osservare, comprendere e trasformare.
In sanscrito bhaya significa paura, tremito, vulnerabilità. È l’istante in cui qualcosa ci coglie impreparati o ci mette a nudo. Ma l’insegnamento dello yoga è chiaro: la paura non arriva per bloccarci, ma per svegliarci, un’occasione per coltivare presenza.
La paura la ritroviamo sotto molte forme, a volte più evidenti, altre volte in maniera più nascosta e sottile, nella vita di tutti i giorni, la paura può essere: paura di non farcela, paura del giudizio, paura del dolore, paura dell’impermanenza, paura di cambiare, paura di restare dove siamo.
Spesso si manifesta nel corpo attraverso contrazioni muscolari, respiro che si accorcia, irrigidimento, sguardo che si restringe, mente che corre verso scenari futuri.
Siamo stati abituati a chiamarla “debolezza”, ma la paura è, prima di tutto, sensibilità: ci mostra ciò che conta, ciò che ci è caro, ciò che ancora chiede ascolto.
La paura è considerata un maestro e non un limite se la viviamo come un segnale di consapevolezza, un invito al radicamento, una chiamata alla presenza.
La pratica dello Yoga e della meditazione non “tolgono” la paura: ci insegnano a sentirla, a conoscerla, a ri-conoscerla, a darle un nome, una dimensione, una ri-dimensione, un posto, senza esserne travolti.
Lavorare sul fare spazio in noi, per scoprire che siamo più grandi delle nostre paure, che possiamo muoverci, come in una danza, per sciogliere blocchi e permettere alle nostre paure di scorrere, senza rimanere pesanti stagnazioni, ma anzi, accompagnarci dolcemente nel fluire della vita.
Il respiro allora diventa lo strumento più potente: quando il respiro si apre, si apre anche lo spazio interno in cui la paura può esistere senza dominare.
Attraverso la pratica possiamo avere occasione di imparare a mentre in atto strumenti che ci permettono di riconoscere le nostre paure nella vita quotidiana: quando ci irrigidiamo, blocchiamo, quando il nostro respiro si accorcia e la nostra mente inizia a vagare velocissima.
Relazionarci con la paura nella pratica dello yoga diventa occasione per mantenere viva la nostra presenza, allenando una forma di attenzione fine e gentile, per imparare a stare accanto alle nostre paure senza perderci.
Solo così la paura diventa un maestro, non qualcosa che ci immobilizza ma ci orienta, diventando informazione preziosa. Bhayanaka Rasa, non è il coraggio eroico ma la soglia che ci porta verso la maturazione della fiducia in noi, una forza che ammorbidisce il cuore.
Se ti fa piacere approfondire il tema, puoi richiedere le registrazioni del per-corso.
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