All posts tagged: presenza

Raudra Rasa, la Rabbia

Raudra Rasa come un fuoco che protegge. Nel linguaggio dei rasa, Raudra è l’energia della rabbia, un’energia intensa, calda, spesso temuta o giudicata. Nella nostra cultura, la rabbia viene associata a perdita di controllo, aggressività, distruzione per questo impariamo presto a fare una di queste due cose: esploderla o reprimerla Però Raudra, nella tradizione yogica, non parla di rabbia cieca ma parla di energia di protezione. La rabbia è una risposta naturale del sistema nervoso quando qualcosa di importante per noi viene minacciato: può essere un confine, un valore, una nostra dignità o una nostra vulnerabilità. Quando il sistema simpatico si attiva, il corpo si prepara all’azione: il respiro accelera, il tono muscolare aumenta, il calore sale. Il problema non è questa attivazione ma nasce quando l’energia diventa troppo intensa e reattiva oppure bloccata e trattenuta nel tempo. Il lavoro sul Raudra Rasa non consiste nell’eliminare la rabbia ma nell’imparare a stare dentro l’intensità senza perdere il centro. Per questo, attraverso la pratica possiamo lavorare su tre qualità fondamentali: Quando queste qualità sono presenti, la …

Bhayanaka Rasa, la Paura

Attraversare la paura, per trovarci dentro la vita Paura, paura, paura. La paura è il grande ostacolo che blocca ogni altro sentimento. Non c’è amore dove c’è paura. Tiziano Terzini Bhayanaka Rasa, il “sapore” della paura è un tema che, nella visione estetica e spirituale dello yoga, non è un’emozione da respingere, ma una esperienza da osservare, comprendere e trasformare. In sanscrito bhaya significa paura, tremito, vulnerabilità. È l’istante in cui qualcosa ci coglie impreparati o ci mette a nudo. Ma l’insegnamento dello yoga è chiaro: la paura non arriva per bloccarci, ma per svegliarci, un’occasione per coltivare presenza. La paura la ritroviamo sotto molte forme, a volte più evidenti, altre volte in maniera più nascosta e sottile, nella vita di tutti i giorni, la paura può essere: paura di non farcela, paura del giudizio, paura del dolore, paura dell’impermanenza, paura di cambiare, paura di restare dove siamo. Spesso si manifesta nel corpo attraverso contrazioni muscolari, respiro che si accorcia, irrigidimento, sguardo che si restringe, mente che corre verso scenari futuri. Siamo stati abituati a chiamarla “debolezza”, ma la paura è, prima di tutto, sensibilità: ci mostra ciò che conta, …

Riflessione

In questi ultimi tempi ho portato maggiormente l’attenzione al minuscolo, al dettaglio. Difficile soffermarsi su qualcosa di minuto nella nostra quotidianità che, con le sue mille sollecitazioni esterne, ci assorbe completamente.  E più facile lasciare scivolare il tempo correndo tra le nostre attività piuttosto che ritagliarsi qualche spazio per la “decorazione del cuore”. Il piccolo non richiede un gesto immediato e isolato ma la capacità entrare in una dimensione di accoglienza e disponibilità più ampia, prendersi tempo, quello che non abbiamo mai, ma che possiamo concederci per osservare. Acuire lo sguardo, accompagnarlo in una danza delicata per far emergere sfumature inaspettate e sconosciute all’occhio distratto, così, quasi da subito, la mente si sintonizza su un ritmo diverso, più lento, accettabile, sano. La mente diventa più ricettiva, più attenta, presente, ci permette di entrare nel ruolo di osservatori. Di noi stessi e delle meraviglie della natura che ci circonda. Qualche giorno fa sono entrata nella dimensione dell’osservatore delicato, in una mostra dedicata alle erbe e ai fiori, da visitare in punta di piedi per non rompere …