Autore: ricercayoga

Luce

Con il termine luce si indica letteralmente l’ente fisico cui è dovuta l’eccitazione nell’occhio delle sensazioni visive, cioè la possibilità di vedere gli oggetti, oppure possiamo definire la luce come porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall’occhio umano.

La luce, però, oltre ad essere un fenomeno fisico di primaria importanza, è un ente altamente simbolico, come lo spazio e il tempo, nel determinare la nostra esistenza. La luce rappresenta e si identifica con la vita stessa.

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Equilibrio

“L’equilibrio richiede diverse qualità, come forza fisica, padronanza del centro di gravità del corpo, consapevolezza dei punti di appoggio, (appoggio al suolo, appoggio dello sguardo), rilassamento fisico riguardante le parti del corpo non sollecitate dallo sforzo, abbandono, distacco mentale che si traduce in particolare non con un a totale indifferenza per i frutti dell’azione ma presenza e piena potenza del suo spirito non turbato da intenzioni, presenza di spirito il più possibile fine e acuta.”

(da E. Herrigel, “Lo Zen e il tiro con l’arco”)

Ida e Pingala Nadi

Alla base dell’HathaYoga ci sono la fisica e la fisiologia, l’universo (macrocosmo), con essenza, forma, suono e colore, si proietta nello yogin (microcosmo). L’energia cosmica definita come energia vitale scorre lungo innumerevoli e impercettibili canali, chiamati Nadi. La scorsa settimana ci siamo soffermati sui piani verticali del corpo, detti Marga, grandi vie, ma esistono molti altri canali più sottili. Lo Yoga ci parla di 72.000 canali energetici minori detti Nadi, nei quali scorre l’energia, all’interno del nostro corpo. Su questi canali agisce il Pranayama, inteso non come tecnica di controllo del respiro ma come consapevolezza dell’esistenza di un movimento respiratorio che porta a lavorare a livello più sottile e che ha la sua origine dentro di noi, grazie all’azione di Shakti, il principio femminile. Sperimentiamo il respiro nel corpo, ma sappiamo che l’attività respiratoria non è del corpo, così come non appartiene al mondo esterno: il respiro è un’attività propria dell’individuo. Talvolta alcuni di questi canali si bloccano e possiamo sperimentarlo attraverso la consapevolezza di un blocco o di una tensione. La pratica dello yoga …

Marga e Nadi

Nella fisiologia sottile dello yoga si incontrano diversi concetti che entrano a far parte della pratica personale. Nelle scorse settimane abbiamo definito quello che viene chiamato Ghata, corpo yogico, il nostro contenitore: costituito da muscoli, apparati e nervi, ma non solo, si parla di corpo respiratorio, energetico e mentale. La natura di ogni pratica yoga è psico-fisiologica. L’intero sistema dello yoga è stato sviluppato per conseguire uno stato di coscienza più elevato. La scorsa settimana abbiam lavorato su Tanan, l’allungamento passivo, come strumento per sperimentare l’esistenza di un altro tipo di corpo oltre a quello fisico, quello respiratorio, e sottile. In ogni postura, si presuppone che non ci sia solamente un lavoro di trasformazione sul corpo fisico, ma che anche il nostro atteggiamento mentale si modifichi, cambiando ed elevando il nostro stato di coscienza. Nei testi di Hatha yoga, ed in particolare nella visione tantrica dello yoga, si trovano i concetti di Marga e Nadi. Letteralmente il termine marga, significa via: viene, infatti, utilizzato anche nella soteriologia hindù e in quella buddhista per indicare la …

Tanam – Pranam – Dhyanam

Ghata, è il nostro contenitore, il nostro corpo fisico, costituito da un’infinità di parti, alcune più presenti e altre di cui ci accorgiamo solo quando le sentiamo dolenti e la loro esistenza si fa più evidente. Attraverso il movimento ed in particolare l’allungamento, riusciamo a prendere consapevolezza di aree del corpo spesso dimenticate. Il nostro sistema muscolare ci aiuta a sperimentare l’esistenza di un corpo e attraverso l’allungamento passivo, Tanam, andiamo a purificarlo. Nel linguaggio yogico, la purificazione che passa attraverso l’allungamento passivo, è chiamata Tanam e avviene nella pratica di Asana, con la percezione del corpo e del suo movimento respiratorio: Tanam: è l’allungamento, la distensione, lo stretching;  Pranam: è la conoscenza delle zone del corpo dove l’attività respiratoria è libera (intendendo Prana come la conoscenza di ciò che avviene all’interno del corpo) Dhyanam: è la meditazione; Il termine Asana implica il concetto di stabilità; dobbiamo quindi sapere se siamo stabili o instabili e rafforzare la capacità di essere stabili, praticando a lungo. Il mantenere una postura è la via che ci permette di …

Ghata Yoga

Possediamo un corpo, donato dei genitori, ricevuto dal Creatore, e ci appartiene, lo usiamo. Usandolo, però, il corpo tende a perdere il suo naturale stato di equilibrio, tende ad accumulare impurità ed è quindi necessario ripulirlo di tanto un tanto, attraverso Shuddhi, la purificazione. Nell’Hatha Yoga si definisce la struttura psico-fisica con Ghata, il nostro contenitore, e Ghata Yoga significa unione con questo contenitore, essere all’interno. Il lavoro dello yoga parte sempre dall’osservazione e dall’esperienza, fare esperienza del corpo. Nell’Hatha Yoga ci viene insegnato a prenderci cura del corpo, prima che il corpo si ammali, attraverso pratiche di Shatkarman (purificazione) che nell’Hathayogapradipika  vengono descritte come la prima parte del cammino del praticante. Come facciamo esperienza del nostro corpo? Molto spesso viviamo senza che ci sia questa consapevolezza. L’esperienza è il requisito base nello Yoga. L’esperienza del corpo può essere fatta direttamente o attraverso alcune delle sue funzioni, il nostro corpo è il primo requisito necessario per poter esperimentare la nostra esistenza. Il termine yogico per corpo è Ghata (Deha o Sharira) che significa contenitore. Un …

Ganesh Chaturthi

Il 10 settembre in India si è celebrato il Ganesh Chaturthi, la nascita di Ganesh, figlio di Shiva e Parvati, una delle divinità più importanti nel pantheon induista. Ganesh è il Signore delle cartegorie, uno dei tanti nomi di Ganapati. Ganapati rappresenta uno dei concetti base del simbolismo mitologico indiano, l’identità di microcosmo e macrocosmo. Tutto ciò che si può conoscere e classificare forma una categoria (gana), e sta ad indicare qualunque collezione di cose. Il principio di ogni classificazione che permette di stabilire una relazione tra i diversi ordini, tra macrocosmo e microcosmo, si chiama Ganapati, signore delle categorie. Ganesh è raffigurato come un uomo dalla testa di elefante e simboleggia l’unità del piccolo essere, l’uomo, il microcosmo, con il macrocosmo, l’elefante. Il termine Gaja (elefante), ha il significato simbolico di origine e scopo. Lo stadio raggiunto dallo yogi, nell’ultima esperienza di identificazione (samadhi) è  “lo scopo” (ga), mentre l’origine (ja)è il verbo, il principio da cui è scaturita la sillaba AUM. L’elefante è quindi il principio da cui inizia l’esistenza e da cui …

Surya

Il Sole (Surya) è una delle tre divinità principali dei Veda. Viene considerato sotto due aspetti: è la forma celeste del fuoco (Agni), in quanto sfera dell’esistente; ed è l’origine di tutte le forme di vita in quanto fonte della luce, del calore, della vita e dell’intelligenza, rappresentate nei dodici figli dell’Immensità primordiale (Aditya) Nel Mahabharata : “Il Sole è la porta del cammino degli dei, è la porta che conduce verso gli aspetti non metafisici del divino, l’ostensorio attraverso cui viene percepita la realtà dell’Essere. […] Intromettendo i suoi raggi (il Sole) instilla la vita nel frumento e negli esseri viventi. È il padre di tutti. Il Sole è chiamato Colui-che-nutre (Savitri) […] quando si leva il sole tutti si voltano verso di lui.” Il dio Sole è lo spirito stesso che abita nella nostra anima, poiché l’essere che risiede nell’uomo e l’essere che risiede nel Sole sono uno. Essendo il nostro stesso essere, la divinità solare guida le nostre facoltà interiori e governa tutti i nostri cicli vitali. Il sole interiore è percepito …

Vayu Shuddhi

Il concetto di Vayu è approfondito nei testi di Hatha Yoga, come l’Hatha Yoga Pradipika: “Finché Vayu agisce all’interno del corpo, la vita risiede lì. Quando Vayu abbandona il corpo, non c’è più vita.” (Hatha Yoga Pradipika II-3) Si definisce Vayu l’aria in movimento. Il movimento dell’aria può essere sperimentato sia all’interno del corpo, sia in superficie, quando sentiamo il tocco dell’aria sulla pelle.VAYU indica la causa di tutti i movimenti che hanno luogo nel corpo.Nel Samkhya vengono descritti cinque tipi principali di vayu e cinque secondari. I cinque Vayu principali (Pranadya) si riferiscono al movimento e sono: PRANA VAYU: riguarda i movimenti di espansione nel corpo, corrisponde all’energia del ricevere e si localizza nella zona del torace e del cuore APANA VAYU: relativo ai movimenti di restringimento, di espulsione e si localizza nella parte inferiore del corpo  SAMANA VAYU: è responsabile dell’equilibrio statico e dinamico, dell’assimilazione e dell’integrazione di ciò che è stato compreso, localizzato nell’area addominale e si riferisce a tutti i movimenti riequilibranti. UDANA VAYU: è attivo quando c’è un movimento ascendente; è responsabile …

Shuddhi: la purificazione attraverso l’elemento acqua

Dai tempi dei primi Veda fino all’Induismo moderno, in India l’acqua è stata considerata una manifestazione tangibile dell’esistenza divina.  Nel RgVeda si dice: “In principio tutto era come una distesa di acqua senza luce”; e ancora oggi, nei riti quotidiani, uno degli oggetti di culto più semplici e più comuni è un’olla o un vaso pieno d’acqua che rappresenta la presenza della divinità e tiene luogo di immagine sacra. Per la durata del culto l’acqua è considerata la residenza o seggio (pitha) della divinità.Le Acque possiedono un carattere che potremmo definire intermedio, non sono né aria né terra, sono sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche spazzare via ogni cosa e donare la morte; purificano ma allo stesso tempo possono essere fangose, sono sulla superficie ma hanno anche percorsi oscuri, sotterranei. Prendono le forme più diverse ed hanno libertà illimitata, ed in virtù di queste qualità divengono quindi veicolo dell’energia divina stessa.La loro prima funzione è per eccellenza la purificazione. L’acqua è alla base di diverse tecniche di purificazione nella tradizione dello …