In questi ultimi tempi ho portato maggiormente l’attenzione al minuscolo, al dettaglio. Difficile soffermarsi su qualcosa di minuto nella nostra quotidianità che, con le sue mille sollecitazioni esterne, ci assorbe completamente.
E più facile lasciare scivolare il tempo correndo tra le nostre attività piuttosto che ritagliarsi qualche spazio per la “decorazione del cuore”.
Il piccolo non richiede un gesto immediato e isolato ma la capacità entrare in una dimensione di accoglienza e disponibilità più ampia, prendersi tempo, quello che non abbiamo mai, ma che possiamo concederci per osservare. Acuire lo sguardo, accompagnarlo in una danza delicata per far emergere sfumature inaspettate e sconosciute all’occhio distratto, così, quasi da subito, la mente si sintonizza su un ritmo diverso, più lento, accettabile, sano.
La mente diventa più ricettiva, più attenta, presente, ci permette di entrare nel ruolo di osservatori. Di noi stessi e delle meraviglie della natura che ci circonda.

Qualche giorno fa sono entrata nella dimensione dell’osservatore delicato, in una mostra dedicata alle erbe e ai fiori, da visitare in punta di piedi per non rompere quel sottile equilibrio che solo il dettaglio può sostenere.
Una raccolta di erbari, che indaga il bisogno umano di classificare il mondo, entrare nella fragilità della connessione tra uomo e natura attraverso l’arte, tra presente e passato, realtà e immaginazione. Un invito a sperimentare nuove riflessioni attraverso fiori ed erbe, a riportare l’occhio verso il basso, al piccolo. La natura si manifesta così in tutta la sua complessità e raffinatezza.
Quando pensiamo alla natura spesso ci riferiamo al grande, al maestoso e inevitabilmente lo sguardo si fa ampio per ammirare lo spazio sempre più vasto.
Ma il contatto con la natura è anche osservare il dolce movimento di un filo d’erba che richiama il tocco del nostro respiro. Il bordo frastagliato di una foglia che ci lega alla complessità della nostra personalità. La struttura articolata di una felce che racchiude in sé tutte le potenzialità di una melodia di vita.
Il contatto con la natura è anche la delicatezza nel cogliere un petali di fiori e custodirli in una busta da spedire, insieme a parole di speranza, alla propria amata dal campo di guerra. Una poesia d’amore anche per gli occhi, per avvicinare mondi lontani.

La mostra meravigliosa di cui ti ho parlato era alla Fondazione Cosso – Castello di Miradolo, Pinerolo.
Le foto che ho scelto sono state scattate lì
Di erbe e di fiori. Erbari d’autore. Da Besler a Penone, da De Pisis a Cage
22 marzo – 22 giugno 2025
Torino, 31 Agosto 2025

