
Secondo la filosofia del Samkhya che affianca la filosofia dello yoga, con particolare riferimento allo yoga tantrico, ritroviamo una visione del mondo basata su due principi fondamentali: Purusha (lo spirito, la coscienza, l’immutabile) e Prakriti (la natura, la manifestazione, il cambiamento).
Purusha rappresenta il principio universale maschile, perché non da origine a nulla ma è denso di tutte le potenzialità creative. È la rappresentazione eterna della nostra coscienza.
Prakriti non è più solo coscienza ma è la forza che può, partendo dalla coscienza di Purusha, mettere in atto ogni cosa. Nella nostra pratica yoga è tradotto come Natura, ma non come natura manifesta (gli alberi, il corpo…) bensì come quella forza che consente alla natura di manifestarsi. È una forza interna, contenuta in ogni cosa e in ognuno di noi. Purusha e Prakriti rappresentano quei principi da cui nasce ogni cosa: coscienza e manifestazione.
La manifestazione di Prakriti avviene attraverso 3 qualità di base, indicate con il temine Guna, ovvero le proprietà percepibili che derivano dalle varie configurazioni dinamiche degli elementi costitutivi della materia.
Uno dei significati letterali del termine guna è “corda”, per indicare il ruolo dei Guna in combinazione tra loro e come collegamento tra il soggetto percepente ed il mondo materiale.
L’ayurveda considera queste qualità sempre in continuo movimento e variazione, definendo i guna come una rappresentazione dinamica e inclusiva della realtà.
Queste tre qualità sono: TAMAS – RAJAS – SATTVA, ognuna con caratteristiche specifiche e riconoscibili e tutte presenti in maniera variabile in ogni elemento della natura, inclusi noi.
È difficile dare una definizione di queste qualità, ci sono molti aspetti, ma è possibile individuare le loro caratteristiche principali.
Tamas rappresenta la materia, tutto ciò che è inerte, tendenzialmente buio. Spesso inteso in senso negativo in quanto rappresenta le caratteristiche di letargia, ristagno, blocco, pesantezza. Ma Tamas porta anche qualità positive, come grande stabilità, pacatezza e peso che diventa sicurezza. È una qualità indispensabile per noi, ci permette di riposare, di cedere, di cedere le attivazioni muscolari, concederci di rigenerarci, e favorisce il sonno.
Rajas ha qualità opposte a Tamas, rappresenta infatti il movimento, il cambiamento, la forza vitale. È quella qualità che consente ad una pianta di perdere le foglie, alle stagioni di avvicendarsi l‘una con l’altra. Rappresenta il coraggio, la forza, la determinazione, l’ostinazione, la nostra esplorazione sensoriale sempre diversa e anche il respiro. È per sua natura passionale e instabile ma allo stesso tempo caldo e determinato , associato al gioco, e alla danza, sempre mutevole.
Sattva nella pratica yoga è considerata la qualità più alta, oltre la quale c’è solo l’anima del saggio che ha trasceso tutte le qualità. Rappresenta le qualità interiori di bilanciamento, calma, capacità di comprensione e chiarezza, umanità, empatia ed intuizione; tutto ciò che possiamo connettere ad una definizione di spirito, bellezza, luminosità, purezza e perfezione. È la capacità di gestire le atre due qualità ed è l’ultimo guna indicato nei testi, a rappresentare la direzione per coltivare la nostra aspirazione spirituale, una saggia ed equilibrata coscienza.
Sattva è la qualità che si deve coltivare, Tamas e Rajas sono importantissimi per mantenere l’equilibrio e servono per mantenere Sattva in vita. Ognuno di noi ha una combinazione di queste tre qualità in maniera variabile e che possono mutare in modo anche molto rapido. La pratica ci porta a riconoscerle e attivare dei meccanismi di riposta per intraprendere un cammino di ricerca personale e creare una condizione bilanciata, in continuo cambiamento anche in funzione della nostra quotidianità.
Nell’insegnamento yogico dice che il modo migliore per comprendere quale è il nostro guna dominate è attivare il nostro stato di consapevolezza, proprio perché i guna rappresentano qualità interiori profonde. È difficile, come spesso si propone, definire il nostro guna attraverso un test (se ne trovano moltissimi online), le qualità mentali e psicologiche cambiano con rapidità anche in funzione degli agenti esterni. Mentre un esercizio attento di ascolto di noi, attraverso la pratica, ci porta a riconoscere le nostre attitudini e qualità di base, ci insegna a gestirle e padroneggiarle, con il giusto distacco, equanime ed equilibrato.
Per “smuovere” Tamas è necessario uno sforzo, per “contenere” Rajas è necessaria disciplina, per mantenere Sattva è richiesto impegno costante, padroneggiare e non controllare, conoscere e non dirigere, con consapevolezza e responsabilità di scelta.
È difficile riassumere in poche righe ciò che i guna rappresentano ma, come sempre accade nello yoga, la pratica ci viene in aiuto come il migliore insegnamento.
Om Shanti Shanti Shanti
L’immagine è tratta dal libro Tantra Song, Selected & writings by Franck André Jamme

