Tema esperienziale

Marga e Nadi

Nella fisiologia sottile dello yoga si incontrano diversi concetti che entrano a far parte della pratica personale. Nelle scorse settimane abbiamo definito quello che viene chiamato Ghata, corpo yogico, il nostro contenitore: costituito da muscoli, apparati e nervi, ma non solo, si parla di corpo respiratorio, energetico e mentale.

La natura di ogni pratica yoga è psico-fisiologica. L’intero sistema dello yoga è stato sviluppato per conseguire uno stato di coscienza più elevato.

La scorsa settimana abbiam lavorato su Tanan, l’allungamento passivo, come strumento per sperimentare l’esistenza di un altro tipo di corpo oltre a quello fisico, quello respiratorio, e sottile.

In ogni postura, si presuppone che non ci sia solamente un lavoro di trasformazione sul corpo fisico, ma che anche il nostro atteggiamento mentale si modifichi, cambiando ed elevando il nostro stato di coscienza.

Nei testi di Hatha yoga, ed in particolare nella visione tantrica dello yoga, si trovano i concetti di Marga e Nadi.

Letteralmente il termine marga, significa via: viene, infatti, utilizzato anche nella soteriologia hindù e in quella buddhista per indicare la via per giungere alla liberazione. Tre sono i marga principali:

  1. Karma-marga, la via dell’azione
  2. Bakthi-marga, la via della devozione
  3. Jnana-marga, la via della conoscenza.

Nel buddhismo si parla di un marga dalle 8 membra, il cosiddetto ottuplice sentiero (retta visione, retta rappresentazione mentale, retta parola, retta azione, retti mezzi di sussistenza, retto sforzo, retta attenzione, retta concentrazione). (Rif. Stefano Piano, Enciclopedia dello Yoga)

Nello yoga possiamo ritrovare il termine marga, per identificare quelli che sono i canali pranici più evidenti in riferimento al nostro corpo.

Essi vengono suddivisi in 5:

  1. PURVA MARGA: canale anteriore
  2. PASHIMA MARGA: canale posteriore
  3. VAMA MARGA: canale laterale sinistro
  4. DAKSHINA MARGA: canale laterale destro
  5. MADHYA MARGA: canale assiale o centrale

Il termine sanscrito Nadi indica i Canali energetici sottili che secondo la fisiologia mistica del tantrismo, percorrono il corpo umano portando l’energia in forma di soffi (prana).

I marga quindi possono essere identificati con i piani verticali del corpo, mentre i nadi rappresentano l’intera proliferazione di vie secondarie che raggiungono anche le parti più remote. 

La nostra pratica ci porterà ad affinare le nostre attenzioni, partendo dai nostri piani più tangibili, i nostri piani verticali, anteriore, posteriore, sinistro e destro, per osservarne l’esistenza e la loro condizione. Attraverso l’allungamento passivo (tanam) metteremo in atto un processo di purificazione per permettere di sperimentare l’esistenza anche di un piano più sottile, con le sue sfaccettature.

Osserveremo le polarità tra i piani e cercheremo di equilibrare le differenze dei nostri quattro aspetti principali, portandoci verso il centro in stabilità e armonia.

Om Shanti Shanti Shanti