Il Sole (Surya) è una delle tre divinità principali dei Veda. Viene considerato sotto due aspetti: è la forma celeste del fuoco (Agni), in quanto sfera dell’esistente; ed è l’origine di tutte le forme di vita in quanto fonte della luce, del calore, della vita e dell’intelligenza, rappresentate nei dodici figli dell’Immensità primordiale (Aditya)
Nel Mahabharata : “Il Sole è la porta del cammino degli dei, è la porta che conduce verso gli aspetti non metafisici del divino, l’ostensorio attraverso cui viene percepita la realtà dell’Essere. […] Intromettendo i suoi raggi (il Sole) instilla la vita nel frumento e negli esseri viventi. È il padre di tutti. Il Sole è chiamato Colui-che-nutre (Savitri) […] quando si leva il sole tutti si voltano verso di lui.”
Il dio Sole è lo spirito stesso che abita nella nostra anima, poiché l’essere che risiede nell’uomo e l’essere che risiede nel Sole sono uno. Essendo il nostro stesso essere, la divinità solare guida le nostre facoltà interiori e governa tutti i nostri cicli vitali.
Il sole interiore è percepito dallo yogin in fondo al suo cuore come una sorgente abbagliante di luce che si paragona ad un fuoco senza fumo.
Surya è noto nei Veda anche con altri nomi, in particolare Āditya (i vari aspetti della luce) e Savitur (post-vedico Savitṛ), al quale è rivolto il più celebre dei mantra vedici, la Gāyatrī.
E’ associato al cavallo, ed è anche descritto come un uccello celeste, chiamato Garutmān, o come un’aquila, Suparṇa.
Sul piano cosmologico-religioso il Sole funge da porta celeste, quel punto dello spazio da cui escono coloro che hanno raggiunto la liberazione. In questa sua funzione il sole è equivalente al loto, simbolo di conseguimento e rinascita spirituale. Disco solare, nimbo e fiore di loto tendono così, nelle iconografie, a sovrapporsi. Altri simboli con cui il sole è rappresentato a partire dal periodo tardo e post-vedico sono la svastika, il cerchio con i raggi e la ruota (chakra).
La pratica ci porta ad esplorare i diversi aspetti di Surya che si possono sperimentare dentro di noi, partendo dalla percezione della luce, purificando il nostro corpo, lavorando sull’elemento fuoco che lo caratterizza, per riportarci a contemplare quella luce che accompagna la nostra vita, fuori e dentro di noi.
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